mercoledì 4 novembre 2015

IL PARCO DELL'ORRORE

Hola,
oggi vorrei fare una cosa che non mi viene proprio benissimo, essere buona.
Devi sapere che sono una divoratrice seriale di libri, quasi patologica, e credimi quando ti dico che ne ho lette di cazzate... Avremo modo di parlare anche di quelle, ma come direbbe il buon Aragorn "non è questo il giorno" (se non hai idea di chi sia Aragorn hai due possibilità: chiudere immediatamente questa pagina OPPURE entrare nella prima libreria e chiedere alla commessa la copia più costosa che hanno de "Il signore degli anelli", così impari).
Oggi parlo di un libro che ho letto recentemente e udite udite...mi è piaciuto.
Il libro si intitola "LOVECRAFT'S INNSMOUTH" e l'autore è Claudio Vergnani.
La copertina del romanzo
Appartiene a un genere su cui sono abbastanza reticente di solito, quello horror (vampiri e mostri vari per intenderci), sarà che ancora non mi è passata la nausea da Twilight. Ma per fortuna ho trovato questo anti emetico cartaceo (anzi elettronico visto che per ora è disponibile solo in formato e-book) che mi ha molto divertito.
Se non conosci le opere di questo scrittore modenese ti invito a cominciare dalla sua creatura più famosa, la trilogia composta da "Il 18° vampiro", "Il 36° giusto" e "L'ora più buia". Non anticipo niente, solo le parole chiave : vampiri a Modena. Fantastico.
E in questo nuovo romanzo Vergnani fa un passo avanti verso qualcosa se possibile di ancor più mostruoso.
Il protagonista è una delle invenzioni più riuscite di Claudio: Vergy. Sporco, rude, ubriacone, volgare e letale. Non si può non amarlo.
La Innsmouth del romanzo è proprio quella di Lovecraft
( come sopra solo che ora sostituisci "Il signore degli anelli" con "Il ciclo di Cthulu". Giornata di shopping,eh?), con tanto di uomini-pesce, ma in questo caso lo scrittore è bravissimo nel ricreare la stessa atmosfera Lovecraftiana e farti sprofondare nella vera mostruosità, che in fondo è sempre quella dell'anima.
I due protagonisti, Vergy e Claudio (gli stessi del 18° vampiro) affrontano un percorso fisico e interiore che li porterà a un passo dal baratro e che ancora una volta metterà in dubbio tutte le (poche) certezze che hanno.Tutto inizia da un lavoro in teoria molto semplice, fare da guardia del corpo a un accademico curioso di visitare il nuovo e inquietante parco divertimenti ispirato all'opera di Lovecraft. Ma ciò che è vero e ciò che non lo è cominciano a confondersi, l'umano si fonde con il soprannaturale e inizia una spirale di terrore e violenza in cui buono e cattivo, reale e finto non hanno più senso e l'unica cosa che conta è sopravvivere, o forse no.
Atmosfera di Innsmouth
Il rischio, quando ho iniziato a leggerlo era che il libro risultasse poco originale, in fondo è un rischio che sempre si corre quando ti cimenti con i grandi classici,ma in questo caso Vergnani è stato bravo a sfruttare il background per creare una storia del tutto originale che tuttavia ti trasporta nelle stesse sensazioni e disperazioni Lovecraftiane,mantenendo l'unicità dei personaggi e delle situazioni in cui si vengono a trovare.
Il finale ovviamente non lo svelo anche perché credo sia la parte più interessante e questo credo sia un libro ben scritto in generale.
Una volta tanto diamo fiducia a uno scrittore italiano piuttosto che ai ghostwriter dei più famosi scrittori d'oltreoceano.Se è vero che è il viaggio che conta e non la destinazione vale la pena affrontare questo viaggio nell'abisso, anche a costo di perdersi.
Se sei incuriosito questi i posti dove puoi trovare il libro ( costa anche poco che non guasta):
Amazon
Kobo
Poster ispirato al libro 

1 commento:

  1. Bella recensione, condivido tutto! Vergnani è davvero bravo.

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